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Il ritorno di Debian, sesta puntata

Nuova distro “doppia” per la distribuzione libera Debian. Dopo due anni di attesa gli sviluppatori volontari del progetto completano la versione stabile 6.0 (nome in codice “Squeeze”), ma questa volta accanto alla combo GNU/Linux viene introdotta anche la variante Debian GNU/kFreeBSD. Al momento questa nuova proposta “sperimentale” offre limitate funzionalità desktop, ma resta il primo port incluso in un rilascio di Debian a non essere incentrato sul kernel Linux.

Un gran lavoro è stato fatto anche per far sì che il kernel di Linux incluso nella parte “classica” di Debian comprenda solo firmware svincolati dalle licenze. Adesso gli utenti possono scegliere di lavorare con un OS basico completamente libero, utilizzando solo i pacchetti free inclusi nell’archivio principale, o di appoggiarsi anche alle repository proprietarie per forzare la compatibilità hardware.

L’installer 6.0, scaricabile gratuitamente, include comunque gli ambienti desktop GNOME, Xfce e LXDE, le applicazioni KDE Plasma e il supporto ai comuni applicativi server. Come noto, il sistema Debian può girare su dispositivi di ogni tipo, dai palmari ai supercomputer.Nonostante gli sforzi per rendere la distribuzione Linux ancora più universale, l’arrivo di questo aggiornamento non è stato accolto con applausi ovunque. Secondo ZDNet, la nuova versione del sistema operativo su cui si basa anche Ubuntu non include neppure un passo avanti. Aggiornare da “Lenny” a “Squeeze” sarebbe addirittura irrilevante.

FONTE : punto-informatico.it

  1. giambrox
    8 febbraio 2011 alle 21:47

    È interessante leggere i commenti all’articolo di ZDNet. In tutta la prima paginata, sono praticamente tutti d’accordo che l’autore abbia scritto una stronzata🙂
    Dopodichè mi chiedo: come mai ultimamente ce l’hanno tutti con Debian? Anche Linus ne ha sparata una che si poteva evitare.

  2. 8 febbraio 2011 alle 22:52

    Innanzitutto grazie della visita e del pubblico commento giambrox. Be che dire … non posso altro che darti ragione. L’autore sicuramente ha scritto delle cavolate, però come al mio solito dubito che sia andato in buona fede o a naso (altrimenti che senso avrebbe avuto scrivere un articolo intero).

    Credo più che questo sia stato uno spunto di polemica … un prendere la palla al balzo … sai com’è !!! Se cè qualcosa che crea visite e “rivitalizza” un blog oppure un forum è proprio la polemica. Credo che il senso sia stato proprio questo a mio modesto parere (l’articolo dopo un pò mi son stufato di leggerlo per la marea di cose che non condividevo per niente). Forse l’unico spunto utile era il riferimento ad Iceweasel, il resto io l’ho cestinato.

    Direi che a priori il contributo che ha dato Debian, e il suo staff, al mondo Open negli anni sia imprenscindibile e indiscutibile. Se non fosse per debian probabilmente altre distro (anche se più home users magari) come ubuntu non sarebbero nate, probabilmente un package manager non esisterebbe per linux. Io sono ovviamente di parte in quanto come sistemista misto (lavoro sia con Windows Server che con Linux e anche un pochino con Solaris) adoro debian. Questa distro mi da un bilanciamento tra prestazione / affidabilità / garanzia, mi permette di mettere in piedi un’appliance per un cliente, garantirla nel tempo, assicurare allo stesso che dopo 3 anni non sarà morta ma sarà ancora lì a fare il proprio mestiere … e soprattutto, cosa non da poco, non lo lascerà a piedi alla prima occasione. Il software dei repo sicuramente non è aggiornato come Ubuntu, ma con i backports e un pò di santa pazienza si arriva ad un compromesso senza tanti pensieri.

    Un’altra cosa che adoro di più è proprio la community di debian, una community che scrive e pubblica materiale interessante e sempre attiva dove ho trovato molte ma molte persone competenti con know-how consolidato da tempo.

    Poi ovviamente ognuno ha le sue preferenze, sicuramente un server in debian lo puoi anche sostituire con gentoo, con CentOS oppure OpenSuse quindi poi spetta al collega di turno valutare come e dove lavora meglio. Però una scelta di cuore non si può tramutarla in una sentenza di fatto … almeno a mio modesto parere😉

    Ciauz

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